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  • Gianpietro Vallorani

Fiocco rosa: ecco la nascita della prima rete nazionale di aziende autonome del settore



Non tutte le varianti del COVID vengono per nuocere!

Un anno fa ero ad un evento di marketing con i miei ragazzi dell’area commerciale ed era domenica…

Era domenica e tutta la squadra tornò a casa mentre io dovevo rimanere lì… fino al lunedì!

Il lunedì sarei rimasto per un ulteriore evento che doveva darmi qualche input in più per trovare la chiave del mio essere, del mio essere differente…

Dare una scossa alla mia azienda ed una differenza rispetto agli altri.

Avevo accompagnato gli altri alla stazione prima di tornare lì… ad assistere all’ultima sessione di quell’evento e nell’attesa del lunedì.

Mi capita spesso, quando rimango solo, di ascoltare me stesso…

Le mie sensazioni principalmente ed ogni tanto il mio cervello razionale!

Le decisioni importanti spesso si prendono ascoltando le emozioni ed allora viro da quella parte.

Quella sera rientrai lì, in quel palazzetto, oramai semivuoto per rimanere solo con me stesso attendendo la notte…

Attendendo il ritorno in camera in quell’hotel per chiudermi nella mia stanza, mettermi sotto le coperte ed aspettare l’intuizione.

Invece no!

Ad un certo punto il formatore disse: “Abbiamo ricevuto l’ordinanza del questore! Domani non si fa niente… dovete tornare a casa! L’evento termina qui.”

Esattamente 365 giorni fa quella zona era diventata “rossa”!

Oggi quando sentiamo parlare di “zona rossa” sappiamo tutti di cosa si tratta.

Una specie di cartellino rosso… per me che sono stato arbitro di calcio il cartellino rosso rappresenta l’uscita dalla partita in attesa di scontare una squalifica che poi verrà decisa dal giudice.

Il giudice sportivo! Colui il quale interpreta ciò che scrivi nel referto e commina una sanzione per quel giocatore che non ha rispettato le regole!

Oggi la zona rossa rappresenta la sospensione di alcune abitudini che abbiamo.


Una sorta di congelamento in attesa dello schiarimento di colore!

Prima arancione, poi giallo… il verde?

Utopia.

Oramai da 365 giorni!

Dopo quell’evento tornai a casa con l’amaro in bocca e con lo scetticismo dettato dall’inguaribile ottimismo che da sempre si annida in me.

Era saltata la notte più importante… quella che mi avrebbe portato all’intuizione.

“Cos’è questa cazzata?” pensai…

Mi sembrava paradossale dover tornare a casa per un’ordinanza di un questore che si era allarmato per quello strano fenomeno nazionale e non solo chiamato “coronavirus”!

Chi avrebbe mai pensato che sarebbe durato tutto questo tempo?

Giorno dopo giorno realizzai che questa fosse una cosa seria.

Giorno dopo giorno vedevo quella macchia rossa avanzare fino a colorare l’intero territorio nazionale!

Avevo scritto tre quarti di libro fino ad un mese prima.

Lo avevo scritto con la volontà di mettermi a nudo e cercare di fare qualcosa di differente rispetto a tutti gli altri.

Avevo raccontato di me e dell’azienda di famiglia con lo scopo di sfogare il mio malessere rispetto alla storia di un settore che si era piegato nel corso degli anni al volere dei pochi.

I grandi gruppi.

Lo avevo fatto denunciando strane politiche che nel corso degli anni avevo combattuto insieme alla mia famiglia limitatamente alla nostra area d’azione avanzando sul territorio prima locale, poi provinciale, poi regionale per poi diventare interregionale.

Poco più di due regioni.

Quell’evento ed il relativo lock down (fino a undici mesi fa non sapevo nemmeno cosa significasse!) hanno fatto maturare in me il pensiero che in quel momento così particolare e così assurdo e imponderabile potesse essere allargata un po’ più in là la mia idea.

Allora l’intuizione che aspettavo in quella notte è arrivata.

Durante la paralisi generale… il lock down!

Non ho passato il tempo alla finestra a cantare l’inno d’Italia o improvvisare flash mob ma ho pensato in grande ed a qualcosa che andasse dalla parte opposta a dove tutti vanno.

Mi avevano detto ad un corso: “Fai il contrario degli altri oppure non fare niente!”

Allora ho ripreso il libro ed ho tarato i miei racconti puntando all’Italia ed ho messo le mie parole nero su bianco scrivendo agli imprenditori della distribuzione automatica italiana.

Ho iniziato a scrivere a te imprenditore della piccola e media impresa italiana operante nel mondo della distribuzione automatica.

Volevo trasferirti il mio pensiero e capire se fosse solo il mio.

Invece no!!!

Dopo aver finito quel libro, parlato con qualcuno di voi ed inviato il mio libro “È ora!” ho capito di non essere solo.

Ho capito che molti la pensavano come me…

Come faccio a dirlo?

Lunedì 22 Febbraio - in sette e dico sette - abbiamo firmato l’accordo che costituisce ufficialmente la prima rete di imprese autonome che operano nel campo della distribuzione automatica.

Sette che tengono fortemente alla loro autonomia.

Sette che sommando i fatturati arrivano quasi a venticinquemilioni di euro (anno di riferimento 2019… l’ultimo anno senza colori!)… non pochi pensando che siamo solo all’inizio!

Sette coraggiosi che hanno dei valori forti e condivisi.

Sette che hanno la sfrontatezza e la fame di fare qualcosa di diverso.

Sette disobbedienti e sordi di fronte ad un sistema fatto di cartelli ed accordi decisi a tavolino (l’antitrust lo ha sentenziato pochissimo tempo fa condannando i finti padroni del settore a pagare multe salatissime!).

Ho capito che è nata una creatura differente ieri… quando quell’entusiasmo ha preso il sopravvento sulla paura d’agire.

Quando la disobbedienza e la volontà di andare da un’altra parte hanno fatto scorrere quelle sette mani su quel foglio e mettere la propria firma.

La firma di sette imprenditori che hanno dato alla luce “È ora”!

Sette padri di un’unica creatura che sta aspettando altri come loro.

Altri che potranno dire: “Ho avuto il coraggio di crederci anch’io!


Sono arrivato dopo in quella famiglia ma volevo anch’io completare l’opera.


Volevo la mia porzione d’Italia. Volevo anch’io essere protagonista della prima rete di aziende autonome nel mondo della distribuzione automatica e ribaltare la classifica dominata dai grandi gruppi del settore”.

Ci sono altri in coda ma se sei il primo quella zona è la tua.


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